Chi siamo

Archivio storicofotografico aretino

Il 15 novembre 1969 da un gruppo di appassionati fotoamatori nasce il Foto Club "La Chimera". Dal 2013 affiliato ad ANCoS.

Dal 1969, la memoria fotografica di Arezzo


La storia dell’Archivio

L’Archivio Storico Fotografico Aretino nasce dall’attività del Foto Club “La Chimera” e da oltre cinquant’anni raccoglie, conserva, cataloga e rende accessibili le immagini della città di Arezzo e del suo territorio.

1969–1973 · La nascita del Foto Club


Il 14 novembre 1969 un gruppo di fotoamatori fondò il Foto Club “La Chimera”, con l’intento di divulgare la cultura fotografica nella città di Arezzo. Sotto l’infaticabile guida di Natale (Lino) Abate, il nuovo sodalizio dimostrò subito grande vitalità, organizzando un corso aperto a tutti i fotoamatori aretini.

Nel 1970 il Club aderì alla Federazione Italiana Associazioni Fotografiche (FIAF) e organizzò il primo Trofeo Chimera, concorso nazionale di fotografia giunto, dopo un lungo periodo di interruzione, alla sua venticinquesima edizione.

Magazzini LA NASCENTE
Magazzini LA NASCENTE

L’interesse suscitato dall’associazione trovò ampio spazio nella stampa locale. Proprio in questo contesto prese forma quella che sarebbe diventata la sua attività più importante: la raccolta e la conservazione delle immagini storiche della città.

“L’amministrazione comunale ha varato in questi giorni, in collaborazione con il Foto Club ‘La Chimera’, un’iniziativa di grande interesse cittadino. Si tratta della ricerca e della raccolta di vecchie foto e cartoline della nostra città realizzate anteriormente al 1960. All’iniziativa, per la quale il consiglio comunale ha stanziato 700 mila lire, hanno dato la propria adesione tutti i gruppi consiliari. Il compito della ricerca e della riproduzione delle foto è stato affidato dall’amministrazione comunale al Foto Club ‘La Chimera’, la cui esperienza e serietà dà ottime garanzie di successo.”

La Nazione, cronaca di Arezzo, 30 dicembre 1973

1974 · “Arezzo ieri” e la nascita dell’Archivio


L’iniziativa ottenne un risultato eccezionale: in poco più di tre mesi furono raccolte circa 700 immagini. Dopo un’accurata selezione, ne furono scelte circa 300 e riprodotte nel formato 30 × 40 cm, insieme ad alcuni poster, per la mostra Arezzo ieri, allestita nel Palazzo Guillichini di Corso Italia.

Alluvione del Castro
Alluvione del Castro

La mostra riscosse uno straordinario successo di pubblico e di critica, ottenendo una notevole risonanza nazionale. Con quelle fotografie il Comune pubblicò il volume Un po’ di Arezzo: appunti con figure, con testi del giornalista Mario Novi ordinati secondo la cronologia degli avvenimenti rappresentati.

Da quella prima raccolta nacque un vero archivio: una struttura organizzata, dotata di un repertorio catalogato e consultabile attraverso numerose chiavi di ricerca. Negli anni successivi il patrimonio superò i 3.000 reperti, comprese numerose lastre di vetro, grazie a lasciti privati — in particolare gli archivi Mugnai e Pichi — e alla riproduzione di stampe provenienti da enti, istituzioni, collezioni private e cittadini.

1995–1999 · Il ritorno al grande pubblico


Nel 1995, durante la presidenza di Glauco Ciacci, l’Archivio tornò a incontrare il grande pubblico. Nell’ambito della manifestazione FIAF Era l’Italia, che coinvolse 150 circoli fotografici italiani, il Club organizzò Arezzo racconta: una mostra di 60 fotografie dalla quale nacque il calendario del 1996, ancora oggi ricercato dai collezionisti.

Preparazione del ramato
Preparazione del ramato

Nel maggio 1999, in occasione del 51° Congresso FIAF e del trentesimo anniversario del Club, nella chiesa di Sant’Ignazio venne allestita la mostra Arezzo: cent’anni in foto, con 360 immagini dell’Archivio. Il successo fu tale che l’esposizione venne riproposta nel luglio successivo nella nuova galleria del Centro Commerciale di via Amendola.

1999–2009 · Pubblicazioni e digitalizzazione


Nel dicembre 1999 uscì il volume Arezzo: cent’anni in foto, costruito secondo lo stesso impianto narrativo della mostra. Il racconto di un secolo di storia cittadina era articolato in due grandi temi:

  • La gente e la cronaca: lavoro, manifestazioni e costume.
  • L’ambiente e l’architettura: paesaggi, vie, piazze ed edifici.

Con la prefazione del professor Armando Cherici e i testi del professor Pierfrancesco Greci, il libro accompagnava il lettore in un passato noto ai più anziani e tutto da scoprire per le nuove generazioni. Le sue 361 immagini, per la prima volta disponibili in formato digitale, segnarono una svolta nella conservazione e nel restauro del patrimonio.

Le immagini digitalizzate resero possibile anche AntiquArezzo, mostra composta da 42 stampe realizzate da Camera Chiara con le antiche tecniche della callitipia e della cianotipia.

Zona Saione
Zona Saione

Nel 2001, grazie ai proventi del libro, il Foto Club si dotò di adeguati strumenti informatici e avviò la digitalizzazione sistematica e il restauro delle immagini, anche attraverso la gestione dell’archivio Tavanti e di ciò che restava dell’archivio Gaburri.

Nacquero così il sito FotoAntiquaria, poi sostituito da archiviostoricofotografico.it, il videoracconto C’era una volta… Arezzo (2002) e il volume Arezzo e le sue valli (2009), pubblicato con La Nazione in occasione del suo 150° anniversario e del quarantennale del Foto Club “La Chimera”.

2004–2017 · Le principali mostre


  • 2004 — Arezzo che fu, nella sede del Foto Club in Piazza Grande.
  • 2007 — 100 anni di SACFEM, alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea.
  • 2011 — Arezzo entra in Italia, alla Galleria dell’Archivio di Stato e successivamente al Centro Commerciale “Il Magnifico”.
  • 2013 — Come erano i bambini, al Consiglio Regionale della Toscana a Firenze e poi al Circolo Artistico di Arezzo.
  • 2014–2015 — Sprazzi di memoria 1 e 2, nella sede del Club.
  • 2016 — Arezzo… un tempo…, nella sede del Foto Club.
  • 2017 — Arezzo… com’era, nella sede del Foto Club.

Dal 2013 · Conservazione, ricerca e nuove iniziative


Dal 2013 il Foto Club “La Chimera” è affiliato all’Associazione Nazionale Comunità Sociali (ANCoS). Nella sede di via Tiziano 8 sono conservati il materiale dell’Archivio e le attrezzature necessarie alla sua gestione, curata da Glauco Ciacci e Giovanni Tortorizio.

Via Garibaldi
Via Garibaldi

Nel dicembre 2015 venne pubblicata una nuova edizione di Arezzo: cent’anni in foto, arricchita con oltre 100 nuove immagini e con fotografie di qualità migliore. La pubblicazione fu accompagnata dall’omonima mostra, conclusasi nella sede del Foto Club il 15 maggio 2016.

Nel 2017, per la 64ª Foto Antiquaria e la Fiera Antiquaria di ottobre, venne organizzata Storie fotografiche aretine: dal Fabbricone al Parco Pertini, in collaborazione con il Comitato ex Dipendenti SACFEM. Curata da Glauco Ciacci e Giovanni Tortorizio, la mostra ricordò i 110 anni dalla fondazione della fabbrica e raccontò cosa sorgeva, fino al 1979, nell’area oggi occupata dal Parco Pertini.


Nel 2019, per celebrare il 50° anniversario del Foto Club, la sede storica sotto le Logge Vasari venne completamente rinnovata e trasformata nel Chimera Foto Gallery, uno spazio espositivo aperto anche a fotografi non associati.

Campo di Marte
Campo di Marte

Dal 28 aprile al 12 maggio, in occasione della 67ª Foto Antiquaria, lo spazio ospitò una riedizione parziale di Arezzo ieri, con stampe e poster originali della mostra del 1974 dalla quale ebbe origine l’Archivio. Dal 1° al 16 febbraio 2020 accolse invece Arezzo tra ’800 e ’900, con 30 stampe 40 × 60 cm dedicate alla città nel periodo compreso tra il 1880 e il 1920.